Scrivere ciò che mi passa per la testa,ma soprattutto ciò che mi passa per la testa in "metropolitana".Un luogo che può essere noioso,nauseante,ma anche famigliare.Un luogo dove riflettere guardando fuori dal finestrino,o guardando gli strani(a volte familiari)personaggi che passano tra una fermata e l'altra.Non sono uno scrittore,non sono un letterato.Ho solo voglia di scrivere ogni tanto,per chi ha voglia di leggere ogni tanto.
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lunedì 14 maggio 2012
Grandi e Bambini
C'era una volta un Grande che era tornato Bambino.
Tempo fa, il Grande Bambino credeva che, una volta eletto, avrebbe risolto tanti problemi. Quando fu eletto però,il Grande bambino risolse solo i suoi problemi. Poi, il Grande bambino trovò altri Grandi Bambini come lui, ed insieme giocarono,dissero tante bugie e fecero credere a tutti gli altri Grandi (quelli veri), che i problemi che risolvevano fossero in realtà i problemi di tutti.
C'era una volta anche un Bambino che era già Grande.Con gli amici si vantava di quanto fosse grande lui; sapeva davvero tutto di storia e di politica ed aveva studiato lettere, filosofia e giornalismo.Si trovava spesso assieme a tutti i suoi amici (anche loro Bambini già Grandi come lui) e si divertivano a parlare da grandi , usando paroloni forbiti ed altisonanti.
Quando c'era da scendere in piazza a protestare per un lavoratore o l'altro, lui ed i suoi amici erano sempre in prima fila, a tenere uno striscione fatto da altri Bambini già Grandi.
Si divertivano un mondo a ripetere (come in classe con la maestra), gli slogan che un altro Bambino già Grande gridava nel megafono da sopra un camion alla testa del corteo.
Lui diceva:"Abbasso la polizia!"
E loro:"Abbasso la polizia!"
Lui diceva:"Hasta la victoria!"
E loro:"Hasta la victoria!"
Lui diceva:" Siete schiavi di un sistema che vuole decidere cosa farvi dire o pensare!"
E loro:"Siete schiavi di un sistema che vuole decidere cosa farvi dire o pensare!"
La morale è che decidono sempre tutto i Grandi Bambini o i Bambini già Grandi,ma quelli che ci rimettono sempre sono i Grandi (quelli veri) ed i Bambini (quelli veri).
L.A.
lunedì 7 maggio 2012
Il pittore
Frequentava la scuola d'arti pittoriche nel suo piccolo paese da almeno due anni.
Fino a quel momento non aveva sviluppato un brillante talento o una particolare creatività.I suoi compagni, al contrario, avevano già sviluppato uno stile personale, che li portava ad alterare le forme o dipingere con colori fortemente saturati.Tutti lo consideravano un ragazzo privo di fantasia, perché non si staccava mai dalla sua linea precisa,"accademica".
Tutto era pulito, preciso, mai una sbavatura o un colore fuori posto.
"Nessuno dipinge più così sai?"
"Non sai far altro che copiare quel che vedi!"
" Non hai fantasia! "
"Non sei un artista!"
Fu alla fine del quinto anno.
Dopo quasi due settimane che la classe stava ritraendo la figura del modello, lì, seduto ed annoiato, a pensare al misero compenso pattuito per restare nudo come un verme davanti ad una trentina di giovani artisti spagnoli.
Lui , il ragazzo,aveva finito, e per la noia si era addormentato poggiando un braccio sul cavalletto.Nessuno si era preoccupato di andare a vedere il suo lavoro ed a fine lezione andarono a svegliarlo.
Il suo ritratto.
Nelle forme …nei colori…
La perfezione.
Una perfezione disgustosa per i suoi compagni.Una perfezione senza stile, creatività,fantasia.
Una perfezione senza arte.
Lo svegliarono e lui si alzo di scatto, dapprima stordito e poi stranamente felice, come se avesse fatto un bellissimo sogno. Si alzò, posò il pennello e andò via.
Lontano da scuola.
Lontano dal suo paesello.
Non tornò mai.
Diversi anni più tardi fu conosciuto nel mondo come S.Dalì.
L.A.
Tanto per cominciare
Questo blog era nato per pubblicare i miei lavori:fotografie ed altro.Ho deciso di trasformarlo in un vero e proprio blog.Uno di quelli in cui si scrive,tipo quelli dei ragazzini adolescenti che scrivono poesie tristi in cui le parole più usate sono; lacrime nere, foglie al vento, malinconia e sangue. Oppure potrebbe somigliare ad uno di quelli dove un universitario intellettuale di sinistra si mette a commentare tutto ciò che gli pare, dai film all'attualità.
Da molti anni viaggio su e giù per Milano. Da molti anni pago i miei soldini per un abbonamento interurbano e prendo la "metropolitana".
La metropolitana è un luogo strano,un vero luogo di incontro,un crocevia dove passa ogni giorno un circo di persone.Persone comuni, usuali, veri e propri clichè della società, ma anche personaggi unici, irripetibili, usciti probbilmente da un film di Tim Burton.
Nei miei 10 e passa anni di viaggi ho letto,disegnato,studiato, mangiato, dormito, giocato a scacchi, photoshoppato, montato video, litigato,sognato,pianto,fatto finta di non vedere gente che conoscevo con cui non volevo parlare, parlato con gente che facevo finta di non vedere ma mi hanno visto loro...ed ultimamente mi è capitato di cominciare a scrivere. Prima era un notes dei Beatles che mi regalarono anni fa, ultimamente finito e sostituito da una molenskine del Piccolo Principe(che fa molto poser,ma a me piace un sacco).Che dire, sono racconti e pensieri che vengono lì, in quei miei viaggi da Bussero a Cadorna, a volte passati ad annoiarmi, a volte a scrivere per voglia, a volte per sfogo.Come ho già detto,non sono uno scrittore, non sono un letterato; ho solo voglia di scrivere ogni tanto per chi ha voglia di leggere ogni tanto.
L.A.
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